martedì 3 gennaio 2012

Buon compleanno Schumi!

Un anno fa, un post fotografico su questo blog. Oggi, un paio di video.


Cambia la forma, ma non la sostanza: oggi il più grande di sempre spegne 43 candeline e a lui vanno gli auguri più belli.

Perchè Schumi, il mio pilota, resta il migliore. Cambierà vettura, passeranno gli anni,  ma rimane colui che mi ha fatto innamorare di questo sport.

Buon compleanno Kaiser: a te il post numero 1 di quest'anno, perchè il numero 1 sei tu! :) 

venerdì 21 ottobre 2011

21 Ottobre 2007: Kimi Raikkonen Campione del Mondo

I sogni sono qualcosa di così grande e intenso che a volte non ci credi.

A volte, poi, capita di viverne alcuni che portano indietro nel tempo, e fanno pensare che c'è un filo, un filo rosso magari, che lega emozioni di oggi e di ieri. 

Il 21 Ottobre del 2007 stropicciavo gli occhi incredula davanti alla tv: Kimi Raikkonen volava verso il suo primo mondiale, e portava a Maranello una gioia attesa, meritata, e carica di mille significati. 


Quel finlandese che era entrato in Ferrari da appena un anno e aveva raccolto la sfida - e il peso - dell'eredità di Schumi stava scrivendo il suo nome nella Leggenda: iridato sulla Rossa all'esordio, Campione in un'ultima gara di un anno velenoso ma pieno di grinta, talento indiscusso che non senza difficoltà stava facendosi spazio nei cuori dei tifosi del Cavallino. 

In tutta sincerità, durante quell'ultimo giro a San Paolo quasi non credevo fosse possibile veder vincere un altro pilota che non fosse Michael. 

Ma se è vero che proprio Schumi aveva scelto Kimi come suo successore in Ferrari, quattro anni fa Ice Man non ha fatto altro che dimostrare al mondo quanto quella scelta fosse giusta: e davanti a queste immagini, stropiccio ancora gli occhi, perchè questo Sogno è incredibilmente e meravigliosamente Rosso. 




sabato 8 ottobre 2011

8 ottobre, Suzuka: la F1 regala emozioni (da sempre)

Quante emozioni ci sono in una stessa data?

8 ottobre: gioia e trionfo, amarezza e delusione, stupore e brivido. 

11 anni fa Schumi ha regalato al mondo della Formula 1 una delle vittorie più belle di sempre, riportando a Maranello un mondiale che mancava da troppo tempo. 
11 anni fa vedevo il Kaiser iridato per la prima volta, e le poche ore di sonno erano un particolare secondario. 11 anni fa non immaginavo quanto bella sarebbe stata la storia che di lì in poi la Ferrari e Michael avrebbero scritto assieme, 
11 anni fa, un giorno come quello di Suzuka 2000 riempiva così tanto il cuore che oggi torna ancora il groppo in gola sentendo la telecronaca di quei giri al cardiopalma. 


Dal 2000 al 2006 il salto è breve ma carico di trionfi ed emozioni: quella storia inaspettata e incredibile era stata scritta e il Campione stava completando le ultime pagine del capolavoro. 
5 anni fa, in uno stesso 8 ottobre, un motore andò in fumo, e con lui il sogno di una Squadra, una Famiglia, un mondo di Tifosi. 
5 anni fa, non paghi del dominio incontrastato d'inizio millennio, gli uomini del Cavallino lottavano per l'ennesimo sigillo, l'ottavo iride di Schumi. 
5 anni fa, una Ferrari sempre perfetta si scopriva vulnerabile ma comunque unita. 
5 anni fa, Schumi mostrava, se ancora fosse necessario, il suo lato più vero: mai avrebbe augurato al suo avversario una rottura analoga, sebbene fosse l'unica soluzione per vincere un Mondiale oramai perso. 


Michael Schumacher ha legato il suo nome all'8 ottobre, colorandolo della sua superiorità e lealtà anche nel momento della sconfitta. 

Ma evidentemente questa data ha ancora qualcosa da dire, sebbene sotto altre bandiere: proprio a Suzuka oggi Vettel ha conquistato la sua 12esima pole stagionale, alla vigilia di una gara probabilmente decisiva per il suo secondo iride mondiale. 

E quel brivido, che a Spa e Monza ha salutato i trionfi di Sebastian, oggi c'è stato ancora, durante quel giro da Campione con cui il tedeschino ha artigliato la prima posizione: ancora tracce di Schumi, e in questo 8 ottobre non poteva essere altrimenti. 

lunedì 12 settembre 2011

Monza e Spa, emozioni e suggestioni

Oggi in Formula 1 siamo abituati a piste anonime e così simili tra di loro, che non appena il Circus ritorna sui vecchi circuiti le emozioni in un lampo riemergono e impregnano le domeniche dei gran premi. 

E' accaduto due settimane fa a Spa Francorshamps, è successo di nuovo oggi a Monza. 
In Belgio e in Brianza le piste parlavano: i piloti chiedevano, loro rispondevano, in un dialogo armonioso e intenso, mai banale, sempre al limite. 
Piste spettacolari dove la leggenda rivive in ogni curva, dove anche i piloti più giovani sfoderano la grinta e il talento che altrove quasi si atrofizza. 


venerdì 26 agosto 2011

Kings of Spa/2: Kimi Raikkonen

Vincere a Spa-Francoshamps rappresenta una delle massime aspirazioni dei piloti di Formula 1.

Vincere più volte, un privilegio riservato a pochi, pochissimi.

Tra Ayrton Senna e Michael Schumacher, Jim Clark e Alberto Ascari, troviamo Kimi Raikkonen.
Che avrà anche abbandonato il grande Circus, ma sulle Ardenne ha detto la sua, scrivendo la storia.



Kings of Spa/1: Michael Schumacher (e buon anniversario!)

Come si festeggia un compleanno?
Le candeline sono d'obbligo, oltre ad una bella festa tra amici.
In attesa del piccolo party organizzato a Spa da Michael Schumacher per i suoi 20 anni di carriera, un piccolo  modo speciale per ricordare la sua immensa carriera: "soltanto" 6 brillanti candeline, quelle delle sue vittorie sul leggendario circuito belga.


lunedì 22 agosto 2011

Formula 1 2011: considerazioni durante la pausa estiva [3/3]

Terza ed ultima parte del bilancio di questa prima parte di campionato 2011.
Dopo le riflessioni su squadre e piloti, ci avviamo alla fine della pausa estiva parlando del contorno: regolamenti, gomme e quant'altro.

Che la Formula Uno moderna fosse purtroppo uno sport in cerca d'autore si era capito oramai da diversi anni: stratagemmi al limite del paradossale per attirare spettatori (e sponsor), regole modificate a campionato in corsa, artifici tecnici impensabili e, su tutto, la ricerca spasmodica di un metodo per impedire alla squadra dominante di turno di non ammazzare il campionato.

Prima la Ferrari, nella cavalcata trionfale dell'epoca 2000-2004, oggi la Red Bull: è davvero giusto modificare le regole per andare contro un team di persone (ingegneri, piloti, tecnici) che lavorano duramente per raggiungere un obiettivo? Non ero d'accordo una decina d'anni fa, non lo sono adesso, anche se il bersaglio è cambiato: vincere e meritare un successo è sacrosanto, laddove i regolamenti sono rispettati.

Ma purtroppo in questa prima parte dell'anno la ricerca dello spettacolo a tutti i costi è sfociata persino nel ridicolo, con l'incertezza sull'utilizzo dei diffusori soffianti a Silverstone, il caos generale e l'incredibile decisione di rimandare l'applicazione della nuova regola al prossimo campionato (forse).

Cosa vuol dire un cambiamento del genere a mondiale iniziato? Significa dover modificare i proprio progetti, gli assetti, le telemetrie, gli approcci ai circuiti in maniera nettamente diversa, distruggendo o quasi il lavoro di sviluppo accumulato in mesi di lavoro al simulatore (visto che i test in pista sono cosa rara, altra faccenda dolente). Riscrivere una vettura dopo una simile modifica mette in crisi i piccoli team non sempre dotati delle migliori risorse, e sconvolge le carte in tavola ai big che tutto avevano puntato su questa o quell'altra soluzione tecnica.

Il concetto è sempre lo stesso: va bene proporre novità tecniche (anche per favorire lo spettacolo), ma a che pro se le prestazioni delle vetture non possono essere migliorate in sessioni di test apposite?
Come già da diverse stagioni,anche questa è stata condizionata, in negativo, dall'assenza delle prove durante l'anno...e si spera che il prossimo sia quello giusto per il ritorno di una pratica assolutamente necessaria!

Altro argomento fondamentale di questo 2011 sono le gomme: ci si aspettava un'influenza considerevole delle nuove coperture, e Pirelli non ha deluso le aspettative, fornendo pneumatici in grado di decidere spesso le sorti delle gare. 
Mescole soft e super soft, colori differenti per ogni tipologia, regolamenti che hanno imposto molte soste ad ogni GP: finora si può dire che la casa italiana ha fornito un prodotto competitivo (tralasciando i fenomeni di degrado molto rapido, ma questo faceva parte delle linee guida imposte dalla federazione) anche se non sempre vedere qualcosa come 80 pit-stop ha giovato alle gare, almeno in termini di chiarezza per gli spettatori. Il giudizio globale, finora, non è negativo, ma sarebbe preferibile avere gomme più durevoli in modo da far decidere i duelli in pista e non sempre ai box. 

Duelli che comunque non stanno mancando: i piloti dallo spirito indomito (come Hamilton, ad esempio) spesso è volentieri si lanciano all'attacco, sfruttando anche il DRS (che però fa sembrare tutto così pilotato, purtroppo), anche in condizioni critiche come quelle di umido in pista. 

Tante cose da migliorare, quindi, ma non possiamo lamentarci: abbiamo visto gare belle e intense, soprattutto grazie al talento dei tanti campioni schierati in pista. 

E la prossima gara, regina del campionato, di certo non mancherà: appuntamento a Spa domenica 28 agosto, e in questi giorni per rivivere le grandi emozioni di questo tracciato. 





LinkWithin

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...